Themadjack. A special family


E io ti ho amato, Oceano,
e la gioia dei miei svaghi giovanili,
era farmi trasportare dalle onde
come la tua schiuma;
fin da ragazzo mi sbizzarrivo con i tuoi flutti,
una vera delizia per me.
E se il mare freddo faceva paura agli altri,
a me dava gioia,
perché ero come un figlio suo,
e mi fidavo delle sue onde, lontane e vicine,
e giuravo sul suo nome, come ora.

E’ giunto il momento di svelare l’arcano.

Dopo alcuni post pubblicati e un non deprecabile successo di visite, penso di dover spiegare alle gentili lettrici e ai gentili lettori perché, a suo tempo, ho scelto di intitolare il blog “Themadjack”. Ovviamente una ragione c’è e la scoprirete se avrete la pazienza di scorrere le poche righe che seguono.

John Byron nasce in Inghilterra nel 1723 e nel 1731, giovanissimo come usava a quei tempi, entra a far parte della Royal Navy. Nel 1940 la HMS Wager, su cui presta servizio come guardiamarina, naufraga sulle coste della Patagonia. I sopravvissuti si dividono in due gruppi, uno cerca di raggiungere Rio de Janeiro, l’altro, di cui fa parte Byron, si dirige a nord verso i possedimenti spagnoli. Byron descrive l’avventura nel libro “The Narrative of the Honourable John Byron”. Questa vicenda e altre difficoltà, che incontra nella sua vita di ufficiale di marina, gli valgono il soprannome di “Foul Weather Jack”. (Jack meteo sbagliato).

Torna in Inghilterra nel 1745 e viene promosso capitano.

Nel 1760 al comando di una squadra navale attacca e distrugge e la fortificazione francese di Louisburg, nel luglio dello stesso anno sconfigge la flotta francese nella battaglia di Restingouche. Successivamente da capitano della HMS Dolphin compie un intero viaggio intorno al mondo che completa nel 1766. Durante il lungo viaggio scopre molte isole: Tuamotu, Tokelau, le Isole Gilbert, le Isole Marianne settentrionali.

L’anno dopo conquista le Isole Falkland in nome dell’impero di Sua Maestà Britannica, rischiando di scatenare una guerra totale tra il suo paese e la Spagna. Evento che, come ben sappiamo, si è ripetuto anche in tempi recenti con l’Argentina.

Viene nominato governatore di Terranova. Non è ricordato per particolari riforme, a parte alcuni interventi sulle interferenze tra Inglesi e Francesi riguardo alle attività di pesca. Nel 1775, è promosso Contrammiraglio del blu, e nel 1778, vice-ammiraglio del blu. Nominato vice-ammiraglio del bianco nel 1780 muore a Londra nel 1786.

Il figlio del vice-ammiraglio “Foul Weather Jack”, nato nel 1756, segue le tracce del padre di cui porta anche il nome, si chiama infatti John Byron. Frequenta la Westminster School. Consegue il grado di Capitano delle Guardie Coldstream.  Il Reggimento di fanteria Coldstream di Sua Maestà (Her Majesty’s Coldstream Regiment of Foot Guards), conosciuto ufficialmente anche come Coldstream Guards, è il più antico reggimento dell’esercito britannico (Guards Division).

John II Byron ha una vita sentimentale molto movimentata. Fugge con Amelia Osborne, marchesa di Carmarthen, si sposano il 1 giugno 1779 a Londra, Inghilterra. Amelia Osborne muore pochi anni dopo, nel 1784.

Byron allora, solo l’anno successivo, sposa Catherine Gordon, erede di Gight in Aberdeenshire, Scozia, figlia di George Gordon e Catherine Innes. Con Catherine ha un figlio: George Gordon Byron, più tardi il sesto barone di Byron. Il capitano Byron prende nel frattempo il cognome Gordon per acquisire i beni della moglie. Sperpera gran parte della sua fortuna al punto che la signora Byron lo abbandona portando con sé il bambino.

Queste vicessitudini e un comportamento sfrontato e dissoluto gli valgono il soprannome di “Mad Jack”.

Muore nel 1791 a soli 35 anni, a Valenciennes.

Nipote del vice ammiraglio John Byron “Foul Weather Jack” e  figlio del capitano John Byron “Mad Jack” è  George Gordon Byron, meglio conosciuto come  Lord Byron, uno dei più grandi e geniali poeti di sempre.

Suoi brevi versi, dedicati al mare che tanto ha amato, sono riportati nell’incipit di queste annotazioni.

Possiamo quindi perdonare Themadjack della vita sfrontata e dissoluta e di essersi abbandonato agli eccessi (pare sia morto di overdose)?

Credo proprio di sì, senza il suo significativo contributo non avremmo mai avuto l’immenso piacere di leggere le opere di Lord Byron e del resto, proprio Byron ci ha insegnato che il futuro (come il passato) è spesso ingannevole e non fanno eccezione il ricordo e il pensiero di noi stessi.

Il tempo risparmia solo le parole e le cose, poco importa siano frutto dell’ebbrezza, carichi di significato sono, soprattutto, il fascino e le emozioni che riescono ancora a effondere.

Jacques Attali. Breve storia del futuro

Come sarà il mondo nel 2050?

Una domanda alla quale Jacques Attali prova a rispondere con la sua grande capacità di anticipazione e anterovisione.

L’economia di mercato e la dimensione consumistica è in crisi e la crisi provocherà formidabili impatti sociali mettendo  prima in competizione e poi in conflitto due grandi condizioni sociali: nomadismo e stanzialità.

Paradossalmente ciò che è successo in natura si replicherà andando a toccare e modificare gli stili di vita e l’intero universo umano. La mortificazione del territorio ridotto a periferia della metropoli e l’abbandono della natura provocheranno gravi crisi ecologiche mentre i paesi che oggi sono contraddistinti da forti dinamiche di sviluppo dovranno vedersela con l’invecchiamento della popolazione e con la necessità di investire in servizi e infrastrutture, obiettivi prima trascurati.

Mancheranno le risorse e l’economia di mercato, almeno come la conosciamo, collasserà fino ad estinguersi e a diventare un vago ricordo “come il feudalesimo”. Successivamente si svilupperà una nuova forma economica, che Attali definisce “economia relazionale”, tesa a realizzare servizi senza ricavarne utili.

Certamente il portato di queste visioni può lasciare perplessi, ma è indubbio lo sforzo dell’autore di costruire, sulla base di segnali deboli e non deboli, già oggi percepibili e apprezzabili, l’immagine più verosimile del futuro.

Davanti a questo scenario come non sorridere delle ridicole polemiche di casa nostra?

Un libro da leggere per meditare su cosa fare da subito.

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