Hans Blumenberg. Naufragio con spettatore

C’e un filo sottile e nemmeno misterioso che collega i libri della biblioteca di Themadjack. E, tra gli altri, non poteva mancare questo libretto, che a mio parere è un formidabile condensato di pensieri forti sulle ineffabili dinamiche dell’esistere e della vita, nel tempo attuale e in quello a venire.

Ho trovato, in giro per la rete, recensioni contraddittorie, le negative certamente alimentate da quell’arido spirito retro, tipico dei professorini di casa nostra. Costoro, per chi non lo sapesse, leggono ciò che non comprendono aiutandosi con il dizionario filosofico, la Garzantina, il dizionario ristretto, per intenderci. E si divertono a sottolineare in rosso le dissonanze percepite senza averne alcuna cognizione. Per ora lasciamoli fluttuare nell’oblio, in attesa di una recensione mirata, con dedica esplicita, dell’immortale Carlo M. Cipolla e del suo Allegro ma non troppo.

Torniamo a noi. Il naufragio è una possibile conseguenza della navigazione e, se accettiamo di paragonare la nostra vita a una navigazione nel mare mutevole, dobbiamo accettare anche il naufragio come metafora della crisi e della caduta. Possiamo forse esserne spettatori ma fino a quando? Un giorno potrebbe toccare a noi. E in questo mondo di oggi, senza tempo, anzi con un fattore tempo destinato a pesare sempre di più sotto il profilo economico, sarà davvero necessario saper ricostruire la nave in navigazione. Quindi rifare la nave con i resti del naufragio.

Consiglio vivamente di leggere Blumenberg. Il suo libro è una metafora di tutto: dell’esistenza, della crisi, del possibile crollo della società dei consumi e della necessità di ritrovare in noi stessi le forze dei nostri antenati. Loro sì sapevano vivere e ricostruire con i resti.

E…… mi raccomando…… lasciamo stare la Garzantina.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: