James LeBron, creatività esplosiva.

Proseguiamo sul terreno della complessità, variando i toni e trovando similitudini e assonanze che possano interessare e al tempo stesso divertire.

James LeBron giocatore di basket professionista NBA,  attualmente milita nei Miami Heat dopo sette stagioni ai Cleveland Cavaliers, un’ala “piccola”, altezza 203 cm peso 113 kg, soprannomi più diffusi: King James,  Il Prescelto  e LBJ.

Ultimamente, dopo la sconfitta ai play off contro i Dallas Mavericks, è diventato anche “the flop“. Come è possibile che l’erede di Air Michael Jordan possa essere passato così in fretta dalle stelle alle stalle?

James è un vero creativo perché riesce a trasformare movimenti estremamente complessi, per i più impossibili, in  atti formali che paradossalmente appaiono al pubblico semplici. Il piacere del gesto acquista così un valore preponderante anche rispetto al risultato, un valore assoluto che non si stempera in alcun modo nella relatività del momento e dell’evento.

La decisione di James di lasciare i Cleveland Cavaliers per la squadra di Miami è stata accolta dai sostenitori di Cleveland in modo tragico e per certi versi luttuoso: maglie bruciate e  via dicendo. Forse la creatività di James era alla ricerca di un contesto altrettanto creativo che ancora non è riuscita a trovare. Perché se è indubbio che un talento deve massimizzare l’ espressione del lavoro di squadra è altrettanto vero che la squadra deve essere in grado di sostenere il talento consentendogli di esprimersi ai livelli più elevati.

Se ciò non avviene può anche accadere che il “Prescelto” possa diventare un flop.

Insomma, un brutto anatroccolo anche se in realtà è un meraviglioso cigno nero.

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