Piero Gaffuri. Blog Notes, guida ibrida al passato presente

Schermata 2013-05-13 alle 18.12.32

Adesso è in libreria e disponibile anche sui principali portali on line, si intitola Blog Notes, guida ibrida al passato presente, e raccoglie i migliori post pubblicati negli ultimi due anni sulle pagine virtuali di questo blog, il blog Themadjack, non tutti ovviamente e tanto meno quelli che verranno.

Perché Blog Notes è un’istantanea di un processo in divenire con un obiettivo principale: mettere in risalto persone, autori che hanno cercato di innovare il loro mondo e fissare, attraverso un disegno collettivo, gli elementi più rilevanti dei percorsi creativi.

Semplicemente una raccolta di riflessioni e pensieri dedicati al recente passato e alla contemporaneità con un filo conduttore: la rete, Internet e, quindi, con al centro le grandi potenzialità della comunicazione elettronica.

Internet è un universo che inaugura una nuova dimensione spazio temporale, infatti in rete non vi sono limiti di tempo e spazio, di conseguenza anche la scrittura e le immagini trovano accoglienza in un innovativo spazio letterario multimediale ove si modificano le tradizionali forme di espressione, le condizioni di fruizione e si affermano nuove modalità di partecipazione del pubblico.

Storie di rilevanza creativa nei campi delle arti: colori, musica, poesia, racconto, immagini, categorie che includono le esperienze di alcuni grandi protagonisti della cultura attuale e del Novecento capaci di leggere in anticipo i caratteri del futuro proponendo, nel contempo, un’offerta creativa lungimirante e attuale.

Schermata 2013-12-11 alle 10.10.12

La necessità di usare la rete come strumento di comunicazione per diffondere e condividere percorsi di produzione culturale di qualità, ma anche per garantire la trasmissione della memoria, è la nota di fondo di un lavoro che nasce dalla rete traendo spunto dal blog Themadjack, come cucitura originale di post che, nel libro, divengono prima paragrafi e poi capitoli.

La sequenza dei contenuti, nei capitoli del libro, è coerente alla classifica di apprezzamento dei lettori della rete nelle statistiche delle pagine viste e degli utenti di Themadjack, quindi Blog Notes è un libro costruito anche dai lettori, una specie di collage nel quale la disposizione delle tessere non è per nulla casuale ma ha avuto origine da un movimento collettivo.

Un aspetto centrale nella diffusione di Internet è certamente dato dalle possibilità di partecipazione, in molti casi forme di iterazione creativa e modalità di connessione intellettuale che possono spingere più rapidamente le persone a esplorare il nuovo e l’adiacente possibile.

Mescolando gli elementi della contemporaneità con le esperienze del passato, è forse possibile contribuire, grazie anche ai loro riflessi, allo sviluppo di un modo nuovo di intendere e sentire.

Un racconto vivente della nostra epoca che contiene anche un messaggio di speranza: nonostante le difficoltà e le ansie è sempre bene assecondare il desiderio, puntando, come dimostra la raccolta di storie esemplari, costantemente alla ricerca di esperienze innovative.

Foto del 11-12-13 alle 09.57

Barbarians. L’orda d’oro del rugby

Barbarians, i barbari, forse la squadra più prestigiosa e, al tempo stesso, più forte al mondo, a conferma di quanto il rugby sia uno sport strano, perché nel rugby l’elite è fatta di barbari e non di sudditi di un impero.

Barbarians è un esclusivo club a inviti. Viene creato una sera del 1890 in un ristorante di Bradford quando William Percy Carpmael, del Blackheath, uno dei più vecchi club londinesi,  buttò lì l’idea di far giocare insieme i più forti giocatori britannici dell’epoca.

Il Barbarian Football Club doveva essere una squadra assolutamente cosmopolita, ove vigessero forti principi ispirati allo spirito d’amicizia che lega i giocatori di rugby.  La partecipazione dei giocatori era a invito, principalmente in base a due regole: giocatore sufficientemente bravo e comportamento irreprensibile dentro e fuori dal campo.

Nel 1948 le Home Unions chiesero ai Barbarians di selezionare un squadra che incontrasse i Wallabies (Australia) alla fine della loro tournée europea. L’incontro ebbe un grande successo per lo straordinario livello di gioco che mise in mostra. Da allora, i Barbarians,  hanno il privilegio di incontrare le varie nazionali al termine dei loro tour in Europa.

Fino all’avvento del professionismo, quelle dei Barbarians sono state le più belle partite che si potessero vedere. La meta più bella della storia del rugby è proprio in una partita dei Barbarians, contro gli All Blacks nel 1973.

I Barbarians non hanno un proprio campo d’allenamento, una sede, una quota di tesseramento e le squadre che li ospitano pagano la maggior parte delle loro spese.

Le ragioni della scelta del nome Barbarian Football Club sono oscure: secondo alcuni si riferisce alla vittoria di Arminio e delle sue tribù barbare contro l’esercito romano di Lucio Quintilio Varo.

La maglia è bianca e nera, indossata su pantaloncini neri e con i calzettoni del club di appartenenza. In un primo tempo rappresentava un teschio che sormontava due ossa incrociate e, sotto, le iniziali B.FC. Il teschio lasciò il posto a un monogramma formato dalle iniziali.

Nel mondo moderno, quello in cui gli imperi stanno perdendo pezzi a favore delle tribù e di nuovi barbari e l’auto convocazione sembra essere destinata a diventare una pratica di successo, i Barbarians sono a testimoniare che le più grandi realizzazioni e le emozioni spesso vengono proprio dalla consapevolezza di essere liberi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: