Piero Gaffuri. Uomini condannati a sognare

Il nuovo libro di poesie, con i disegni dell’autore

 

Non è la prima volta che Gaffuri si cimenta con la poesia, dopo aver dato prova di sé nella narrativa e nella saggistica. Rispetto alle precedenti esperienze qui egli appare più libero, sia nell’ampiezza dei temi trattati e sia nella forma attraverso la quale raggiunge la propria cifra stilistica. La scelta di decorare le pagine con una selezione dei propri disegni, dimostra oltre modo la volontà dell’autore di intendere l’espressione come necessità.

*******************************************************************************

VCastelnuovo

 

Nota dell’autore. Tratta dal libro.

Poesie e disegni

Il percorso iconografico

Annunci

Gregory Corso. Il poeta che non ha paura di diventare mare

“Spirito è vita scorre attraverso la mia morte incessantemente come un fiume senza paura di diventare mare”.

Gregory Corso è sepolto a Roma nel cimitero degli inglesi, assieme a Keats  e Shelley (morto in mare tra Viareggio e Livorno) i poeti che più amava, oggi il cimitero si chiama acattolico ma è sempre quello, pieno di verde, accanto alla Piramide Cestia.

Allen Ginsberg lo defininisce “un solitario, ridicolmente ignorato dai patri allori, divino Poeta Maledetto”.

Gregory Corso nasce a New York nel 1930 da giovanissimi genitori di origine italiana. La madre,  sedicenne, dopo il parto si separa dal marito e torna in Italia dalla sua famiglia. Gregory, si chiama in verità Gregorio Nunzio Corso, ha un’infanzia molto difficile, è povero, vive sulla strada, passa da un orfanatrofio all’altro e conosce i riformatori e la prigione. Viene condannato a tre anni di carcere per rapina. Nella prigione di Clinton (“salvai la mia verginità lottando”) legge qualsiasi cosa e comincia a scrivere le prime poesie, anche se aveva frequentato soltanto le scuole elementari. Quello che lascia la prigione a vent’anni è un uomo nuovo, un poeta “innamorato di Chatterton, Marlowe e Shelley”.

La poesia di Gregory Corso è un fiume in piena, un torrente istintivo che trae forza dalla lotta per la vita e dalle esperienze più dure.

“Se non c’è mai stata una casa dove andare 

c’è sempre stata una casa dove non andare

Ricordo bene come bambino scappato

dormivo nella sotterranea

e si fermava sempre

alla stazione della casa da cui scappavo

Era il dolore più amaro ah lo era”

Lo salva l’incontro casuale con Allen Ginsberg al Greenwich Village, Allen resta colpito dalle sue poesie e lo introduce nell’ambiente poetico e letterario prendendolo in qualche modo sotto la sua protezione.  Gregory Corso pubblica le sue poesie, a cominciare da “The Vestal Lady Brattle and other poems” (La vestale di Brattle), con testi dedicati alla memoria del musicista Charlie “Bird” Parker e al poeta Dylan Thomas e poi “Gasoline” dentro una raccolta curata da Ferlinghetti.

La poesia di Gregory Corso è lo specchio della condizione di marginalità dell’uomo e dell’artista, un ironico mosaico di spunti che traggono senso e significato dalla loro apparente insignificanza, il diario sincopato di una lotta infinita. Una spinta che rovescia gli equilibri della condizione umana, la staticità del moderno, gli automatismi e la routine del lasciarsi vivere.

Contro il conformismo, la conformità, la condivisione e l’appartenenza essere poeta significa agire da nomade ribelle e cercare una strada nuova nel mondo e nella vita: la propria. Una ricerca di verità, autenticità e bellezza scoperte scavando dentro i processi vitali, nei meccanismi complessi e repentini del cambiamento.

“A volte l’inferno è un buon posto – se serve a dimostrare che, esistendo quello, deve esistere anche il suo contrario, il paradiso. E cos’era questo paradiso? La poesia.”

I versi di Gregory Corso sono violenti, immediati, privi di orpelli. Colpiscono al cuore delle cose come un colpo di fucile. Mettono a nudo l’essenziale. Il ritmo è musicale, ricorda la musica nera, il jazz e ricorda anche il fluire ininterrotto dell’acqua.

Proprio come un fiume che non ha paura di diventare mare.

Michel Leiris. Biffures

La scrittura che ha un senso nasce, molto spesso, da un processo di riappropriazione selettiva di appunti, impressioni, immagini, quindi da un programma che riesca a scavare nel disordine degli antefatti, assumendo frammenti, concatenandoli e producendo forme articolate e compiute.

C’è quindi una profonda differenza tra il quaderno di appunti e il libro.

Il quaderno, il vecchio notes, è intimamente anche l’autore, trattandosi di una versione per iscritto della sua memoria e talora anche dei suoi sentimenti momentanei, il libro invece è il risultato, un prodotto, un oggetto pubblico destinato a diventare, in taluni casi, persino estraneo.

Nel libro sono scomparse l’evanescenza, la gratuità, l’immediatezza della scrittura che animavano, con andamento stocastico, il quaderno di appunti, perché esse sono state  sostituite dall’enfasi solida e composta del discorso compiuto e sensato.

Biffures pubblicato nel 1948 a Parigi è un libro che, evocando il desiderio di libertà della scrittura, anticipa con impressionante precisione i processi di frammentazione dei contenuti e di esplosione dei linguaggi che stanno avvenendo oggi grazie all’avvento del Web.

“Riferendomi al termine bifur intendevo porre l’accento sull’atto stesso di biforcare, deviare, come fa il treno che modifica la sua direzione (…) come fa talora il pensiero lanciato sulle rotaie del linguaggio in un vortice vertiginoso e accecante.”

Leiris nega il progetto e il programma: la scrittura segue solo se stessa evitando di riferirsi a un modello e a uno schema. La contraddizione tra l’intento progettuale e la volontà di non privare di autenticità la scrittura viene lasciata irrisolta, il testo deve rimanere frammento o somma di frammenti.

Così nella scrittura liberata di Biffures si riproduce all’infinito anche il meraviglioso espediente di cui parla Marcel Proust ne Il tempo ritrovato: “che permette all’essere di cogliere, isolare, fermare per la durata di un lampo ciò che di solito  esso non cattura mai: un frammento di tempo allo stato puro”.

Un libro da leggere per capire: You Tube, le Play list web video, le rivoluzioni culturali e linguistiche che stanno avvenendo e inevitabilmente ancora verranno.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: