Alessandro Garofalo. Social media, riflessioni in 19 pezzi facili (parte terza)

Alessandro Garofalo, autore di “Come un fisico fallito e uno psichiatra pentito sono andati alla ricerca della formula scientifica della innovazione e della creatività e non l’hanno trovata, ma hanno scoperto qualcosa di molto più utile e sorprendente divertendosi un sacco” scritto insieme a Matteo Rampin, invia alcune sue riflessioni appositamente per Themadjack e i suoi lettori, ovviamente pubblichiamo volentieri, in tre puntate:

…..segue…..

18. Privacy? Ma dove?

Facebook ci permette di festeggiare insieme primi passi di una creatura appena nata o di piangere la morte di un proprio caro. Possiamo informare tutti gli amici degli acquisti che abbiamo fatto online. Sapere che in pratica tutto il mondo può conoscere i nostri interessi è molto inquietante. Si stima che ogni anno condivideremo il doppio delle informazioni dell’anno precedente. Vivremo circondati da intimi sconosciuti, altro che le raccomandazioni “non parlare con gli sconosciuti” da dire ai propri figli… ormai in rete gli sconosciuti possono darci molto e noi possiamo dare molto a loro. Facebook è creato apposta per far si che chi si collega per la prima volta possa provare l’esperienza “momento aha!”. È una reazione emotiva visibile, osservata filmando chi navigava per la prima volta. FB sa la formula per calcolare il numero esatto di momenti aha! che rendono l’utente dipendente e il sito è progettato per arrivarci il più velocemente possibile. E se chiuderai il rapporto con FB le foto dei tuoi amici ti diranno che “oh- no!” sentiranno la tua mancanza e ti faranno sentire in colpa.

19. il decalogo dell’hacker

Al MIT di Boston, dove è nato il movimento degli hacker, in una famosa notte di tanti anni fa, i primi ribelli smontarono e rimontarono una macchina della polizia sulla cupola del MIT come segno di protesta.

Gli hacker si diedero delle regole, eccole (le ho fotografate 6 anni fa in un documento che mi è capitato tra le mani durante una visita condotta da studenti. Bella cosa in America sono gli studenti che ti accompagnano a visitare i campus. Ma questo è un altro film):

  • Sii sicuro,…nel senso di non compromettere mai la tua e altrui incolumità
  • Non lasciare prove
  • Lascia le cose come le hai trovate
  • Se trovi qualcosa di rotto, avverti
  • Non fare danni
  • Non rubare nulla
  • La forza bruta e’l’ultima risoluzione degli incompetenti
  • Non fare l’hacker sotto influenza di droghe e alcool
  • Non fare cadere cose dal palazzo
  • Non essere solo
  • Fai agire il senso

Rinunciare al potere per mantenere la leadership: l’apertura è l’unico modo per mantenere il controllo.

 Oggi ci sono due tendenze sintomo di un cambiamento in atto:

ci sono più persone on line, non solo nel senso di persone che usano internet, ma anche di maggior tempo che si sta on line e di attività che li vi si svolgono.

Aumenta molto la condivisione perché è più facile, economica e più veloce.

Bisogna riconoscere, lo ammetto a malincuore, che non siamo noi a esercitare il potere, ma gli altri, i follower, i clienti.

Penso che per riavere una parvenza di controllo del sistema bisogna essere costruttivi nella rinuncia al potere.

Sembra un paradosso, ma l’accettare che sono gli altri a detenere il potere ci può aiutare a contenere i comportamenti negativi che vedo manifestarsi nella rete.

Basta “lasciarsi andare” per un po’, per essere aperti dobbiamo rinunciare al “potere.”

Ma per colmare quel vuoto dobbiamo sviluppare fiducia: bisogna convincersi che, una volta che rinunciamo al potere, le persone a cui delegheremo l’ autorità agiranno in modo responsabile.

 ……il gioco è fatto….conviene perdere il controllo….per averlo!

 Alessandro Garofalo

Grazie a Charlene Li per i suoi ficcanti spunti.

Conosciuta ma soprattutto ascoltata nel novembre 2011 a Milano.

 

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