Graziano Graziani. Stati d’eccezione

Questo libro racconta una moltitudine di storie che hanno per oggetto gli Stati d’eccezione, cioè micro nazioni sorte per volontà di singoli, di piccoli gruppi, oppure frutto di scherzi della storia, prodotto delle amnesie di grandi potenze trascurando l’annessione di lembi di territorio, isole sperdute e piattaforme costruite per scopi militari o anche opere della fantasia.

L’autore, nell’introduzione, spiega che la sua ricerca è stata svolta in gran parte sul web, del resto la rete è una miniera d’oro in materia d’informazioni e suggestioni che in modi diversi è praticamente impossibile reperire.

Un lavoro importante, perché certifica l’uso del web come strumento creativo, Internet è ambito nel quale è possibile navigare in libertà, fare scoperte, a dispetto della sua apparente dimensione irreale, entrare in relazione con entità sociali e culturali, cercare e trovare forme di contaminazione artistica e letteraria.

Le micro nazioni comunque non sono tutte eguali.

Graziani le distingue utilizzando alcune categorie di riferimento che diventano, infine, utili items per comporre l’indice. Vi sono isole felici come Sealand, la Repubblica di Minerva e l’Isola delle rose;  anomalie storiche, il principato di Seborga, Redonda, Tavolara dei re pastori; opere d’arte, fisiche e virtuali, Ladonia, Kugelmugel, Likbekistan; i quartieri liberati, i piccoli territori, le azioni di protesta, le rivolte contro l’autorità e per finire le Distopie, cioè quelle realizzazioni utopiche negative a tutti gli effetti, micro stati canaglia o virtualità truffaldine.

Un quadro vasto e completo, dal quale forse sfuggono alcuni esemplari minori, che offre la possibilità di scoprire autentiche curiosità, entrare in grandi leggende, una per tutte quella dei templari di Seborga, e soprattutto sognare mondi alternativi, liberi dalle oppressioni burocratiche degli stati, piccole comunità autogestite.

Il tutto raccontato usando uno stile lieve e preciso, per nulla ridondante, anche nei casi in cui la singolarità dei fatti o le stranezze riscontrate condurrebbero inevitabilmente nel campo dell’ironia.

In un mondo nel quale imperano le leggi dell’economia globale e dove le agenzie di rating influenzano profondamente la stabilità economica e socio politica degli stati sovrani sembra impossibile possano esistere luoghi diversi, fisici e virtuali, in cui vigono leggi particolari, la moneta si chiama “capezzolo” o l’inno nazionale si esegue semplicemente gettando un sasso nell’acqua.

Come non approvare, del resto, fino in fondo, il dettato dei sedici articoli della costituzione del Regno di Elgaland-Vargaland e soprattutto l’ultimo, il sedicesimo, cha sancisce il “diritto alla vita eterna”?

Territori reali o fantastici, luoghi un tempo approdo di baleniere e pirati, spicchi di volontà e immaginazione, sono ancora oggi lì, con le loro bandiere, a raccontarci che la voglia di libertà dell’uomo è davvero un sentimento inestirpabile e ancorato strettamente nei gangli della sua intima essenza.

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