Il grande nord. Nicolas Vanier

Il grande Nord (Le dernier trappeur) è un film documentario del 2003, diretto e sceneggiato da Nicolas Vanier, che racconta la vita solitaria di un uomo e una donna nelle regioni dello Yukon in Canada al confine con l’Alaska.

Norman, il protagonista, vive con la sua compagna nelle foreste. L’ attività di trappeur è alla base del suo intenso rapporto con la natura.

Un trappeur è un cacciatore professionista che pratica la caccia con trappole (trapping), non per provvista di carne (fatte salve le esigenze di sopravvivenza), ma per vendere le pelli non danneggiate da colpi di fucile o da frecce.

Norman si procura da solo la maggior parte delle cose di cui ha bisogno, costruisce da sé la propria casa, la slitta, la canoa e esplora il territorio intorno per capire dove e cosa cacciare.

Ogni tanto va a Dawson City, il centro abitato più vicino, per vendere le pelli e comprare gli strumenti che servono. Ne approfitta per salutare i vecchi amici e bere qualcosa con loro. Non ama vivere in città e vorrebbe continuare a fare il cacciatore, se si riuscisse a preservare l’ambiente naturale dagli interessi speculativi delle Compagnie del legno.

Norman ha imparato a capire gli equilibri della natura e a rispettarli. È convinto che si possa vivere in armonia con la natura e considera la caccia un mezzo con il quale l’uomo contribuisce all’equilibrio dell’ecosistema, senza distruggerlo.

Lunedì sera questo bellissimo film è andato in onda su Rai 5. Grazie al servizio Rai Replay di Rai.tv è possibile rivederlo per alcuni giorni.

I luoghi dove Norman vive sono inabitati. Gli altri uomini, invece, per vivere, hanno scelto le grandi metropoli o, al massimo i paesi, un tempo avamposti della civiltà, oggi in buona parte periferie della metropoli. Ma, come recita la dicitura in testa al manifesto del film, la storia d’amore tra l’uomo e la natura deve ricominciare, soprattutto per preservare l’ambiente e rilanciare la sua integrità.

Le pagine di James Hillman, di Henry Thoureau, di Ralph Waldo Emerson e le attuali e raffinate considerazioni di Michel Maffesoli ci indicano una strada che va perseguita a tutti i costi. Una moderna Ecosofia può sostituire la malata sottocultura della società consumistica rimettendo al centro natura, ambiente e  uomo e scoprendo una nuova dimensione di vita eco compatibile e sostenibile.

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