Terrore dal mare. William Langewiesche

Un’indimenticabile sequenza del film di Federico FelliniAmarcord” è dedicata al passaggio del transatlantico REX. Tutto il paese è sul mare la notte, la Gradisca e gli altri, ad attendere il passaggio della grande nave. Il transatlantico, appunto, una grande nave capace di attraversare i mari e  gli oceani e di rendere concreti anche i sogni più insperati. Un paradiso galleggiante, un’esplosione di luce rubata da quella gente a forza di braccia, spingendo su remi di piccole barche di legno. Perché solo l’immaginazione poteva consentire a tutti di salire a bordo e confondersi con il bel mondo viaggiante.

Il libro “Terrore dal mare” di William Langewiesche ci strappa dai sogni trasportandoci in quella che è la realtà di oggi. Carrette del mare rubate e denominate altrimenti durante la navigazione, trasporti di materiali tossici o comunque pericolosi.

Pirati in azione, dal Corno d’Africa al golfo di Malacca, e una nave, l’Alondra Rainbow, carica di preziose lastre di alluminio che sparisce, inghiottita dal nulla, equipaggio compreso.

Il traghetto Estonia, moderna imbarcazione appena revisionata, che affonda inspiegabilmente nel gelido mare del nord portando con sé centinaia di persone e di auto.

Una petroliera, l’Erika che inonda di petrolio le coste della Francia.

Il cimitero delle navi sulla spiaggia indiana di Alang, dove migliaia di disperati lavorano notte e giorno a smontare le carcasse dei giganti del mare.

Un libro che è fredda ricostruzione giornalistica di fatti, situazioni, eventi e fornisce una rappresentazione oggettiva di cosa è diventato il mare nell’era dei consumi: un ambiente infido senza regole, spesso pericoloso e spietato.

Una lettura che forse consente, anche, di capire meglio gli accadimenti di questi giorni, ad esempio: come e perché l’inchino di una grande nave da crociera, la Costa Concordia, a una piccola isola, si è potuto trasformare in una tragedia.

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