Vento largo. Francesco Biamonti

“Il vento largo é un vento che non soffia mai nella stessa direzione e di conseguenza disorienta molto. E’ come il vento della vita che ti sospinge prima da una parte, poi da un’altra…”

La scrittura di Francesco Biamonti è limpida ed eterea come i paesaggi che descrive, sembra di essere sospesi nell’aria mentre dall’alto riusciamo a seguire i percorsi dei vecchi passeur attraverso i varchi che conducono in Francia, attraverso le Alpi liguri.

Ma le sue Alpi non hanno un aspetto roccioso e arido piuttosto il profumo delle piante marittime dell’Appennino e della macchia mediterranea.

E’ il sapore del Tirreno e la luce fine dell’occidente che fa da contorno alla trama dei racconti. Le parole, poi, sono scelte sapientemente e incastonate con accuratezza nello svolgersi del testo.

Francesco Biamonti è stato un grande narratore di terra e di mare ma soprattutto di quelle terre che confinano con le acque. Non un marinaio ma un uomo di una riviera abbarbicato con essa sulle terrazze costruite nei secoli dai contadini.

Nasce nel 1928 a San Biagio della Cima, un piccolo paese in provincia di Imperia, nell’entroterra di Vallecrosia vicino a Ventimiglia, e trascorre tutta la vita in un vecchio fienile da lui pazientemente ristrutturato e trasformato in una specie di opificio di scrittura.

Profondo conoscitore di botanica e amante della natura ama indugiare sui particolari del paesaggio e raccontare le vite degli uomini che si muovono in questi contesti. Nella sua scrittura affiora la passione giovanile per la pittura e si sostanzia nella cura delle descrizioni ambientali e nella capacità di far trasparire, attraverso il testo, colori e luci.

Era amico del pittore Ennio Morlotti che frequentava assiduamente e di altri pittori a lui contemporanei.

Vento largo, pubblicato nel 1991 è un racconto emblematico. Racconta le storie di uomini antichi legati alla terra, alla natura e alle tradizioni ma capaci di grande trasporto anche sul piano dell’amicizia e della sensibilità. Uomini di paese ma non per questo chiusi e poco attenti alle sofferenze degli altri, anche di coloro che vengono da lontano.

Un vento aperto e mutevole che è soprattutto metafora delle energie positive e negative che condizionano le vite di tutti noi.

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