Louis Brauquier. Il poeta di Marsiglia

“Il mare

A metà addormentato, mi prendeva tra le sue braccia

Come se raccogliesse un pesce perduto…”

(tratto da Louis Brauquier di Francesca Mazzucato)

Louis Brauquier nasce a Marsiglia nel 1900 e vi muore nel 1976. Lavora come agente delle Messaggerie Marittime. E’ anche pittore ma soprattutto poeta e come tale autore di una decina di raccolte.

Collabora con vari periodici e riviste letterarie fra cui: Les Chaiers du Sud, Le Courrier des Messageries Maritimes, La Nouvelle Revue française, Ophrys e altre.

Uomo e poeta timido e nomade, riesce comunque a  influenzare con la sua opera molti narratori francesi. Le sue poesie sono un costante omaggio al primo porto di Francia: Marsiglia.

Marsiglia è il locus vivo e, al tempo stesso, ideale di Louis Brauquier. Le sue poesie mettono in luce i colori della città ma anche gli odori, i rumori e la nostalgia del marinaio che parte e dei marinai che giungono da terre lontane.

Il mare è la grande fabbrica di emozioni e il fulcro della sua poetica. Una sorta di enorme plastico blu che consente a tutti i porti e ai mari del mondo, attraverso linee leggere di rotte tracciate a matita sulle carte nautiche, di connettersi a Marsiglia.

Il viaggio ideale di Louis Brauquier non può che compiersi per mare e iniziare o finire nella sua città. E la città è sempre porto, un sistema integrato di scambi attraverso il quale passano merci, ferraglie contorte,  balle di cotone ; beni destinati semplicemente al carico e allo scarico.

Marsiglia è anche l’ osservatorio privilegiato per  notare i movimenti dei nuovi nomadi e ragionare sulla dimensione cosmopolita dei rapporti umani e sulla formidabile miscela di relazioni prodotta dalle attività commerciali.

Per questa ragione Brauquier è poeta originale. Scrive ma nel contempo lavora e fa un mestiere che lo tiene attaccato ai flussi concreti della vita dando profondità e  forza al racconto.

A Luois Brauquier, infatti, interessa soprattutto cogliere l’attimo in cui la linfa dell’esperienza e delle vite vissute si mescola con il ferro delle navi e poi, da ultimo, con le pietre della sua Marsiglia.

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