Ezio Vendrame. Un artista in piedi sul pallone

Ezio Vendrame nasce a Casarsa, il paese dell’infanzia di Pier Paolo Pasolini, nel novembre del 1947.

Ha una giovinezza difficile e cresce in un orfanotrofio, esperienza che avrà influenza rilevante nel proseguo della sua vita.

Fin da giovane gioca a calcio e si distingue in ruoli di ala o mezzala. E’ un funambolo con la palla e matura in fretta nelle squadre giovanili dell’Udinese.

Nell’estate del 1971 esordisce in serie A con il Lanerossi Vicenza e diventa subito l’idolo dei tifosi biancorossi. Viene presto considerato il George Best italiano, genio e sregolatezza. Ha un modo di fare che lo pone in una dimensione alternativa rispetto ai modelli che vanno per la maggiore: pare un hippie, ha capelli e barba incolti e un comportamento molto anticonformista.

In campo, quando è in giornata, mostra grandi doti, dimostrando di poter ammaliare pallone e pubblico con un paio di piedi magici. Ad acuti di genialità calcistica contrappone esibizioni grigie o di totale inconsistenza. Interrogato sulle ragioni della sua incostanza dichiara che gioca a calcio solo per i soldi e che il gioco del calcio, in fondo, gli interessa poco.

E’ protagonista di episodi singolari, vere e proprie performances.

Una volta, a centrocampo, sale con entrambi i piedi sul pallone e scruta il terreno davanti, lasciato improvvidamente vuoto dai suoi compagni di squadra, portando le mani sulla fronte, come un esploratore disturbato dal sole.

L’episodio più clamoroso avviene a Padova, in serie C.

Nel bel mezzo di una partita che sembrava dovesse finire per forza in parità scarta tutti i suoi compagni di squadra giungendo sin davanti al proprio portiere, supera anche l’estremo difensore e si ferma sulla linea di porta. Poi sorridendo torna indietro verso la regolarità.

“Ho salvato l’emozione” ebbe a dire più tardi, ma un tifoso biancoscudato quel giorno, sugli spalti, morì d’infarto.

Un’altra volta contro l’Udinese gli furono promessi dei soldi per una prestazione scadente. Il pubblico di Udine fece l’errore di fischiarlo. Il Padova vinse 3 a 2 con due suoi fantastici goal.

Dopo la partita disse: “avevo giocato male molte altre volte e gratis, ho soltanto voluto punire quel pubblico di ingrati e fanculo i soldi”.

Finita la carriera di giocatore si è ritirato a vivere in Friuli dedicandosi alla musica, alla poesia e alla scrittura.

Tra i suoi numerosi libri pubblicati ricordiamo “Se mi mandi in tribuna godo” in cui racconta le sue imprese calcistiche.

Ezio Vendrame, un artista, finito per caso in mezzo a un campo di calcio.

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2 commenti

  1. simone

     /  21 ottobre 2011

    bello. grande piero!

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  2. STEFANO

     /  4 febbraio 2012

    ciao Ezio 6 un Grande!!!,,,Ti stimo e ti ho sempre stimato

    Rispondi

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