Salvatore Toma. Canzoniere della morte

Maria Corti nel 1999 dovette inventarsi il suicidio di Salvatore per convincere l’editore Einaudi a pubblicare questa raccolta di poesie.

Salvatore Toma nasce a Maglie nel Salento nel 1951, da una famiglia di fiorai, e insieme a Antonio Verri e Claudia Ruggeri fa parte dei cosiddetti “poeti maledetti salentini”.

Frequenta il liceo classico, ma non prosegue gli studi, anche se coltiva da autodidatta le materie che più gli interessano: letteratura e ovviamente poesia.

Vive nella tenuta dei genitori occupandosi della campagna e trascorrendo ore in un bosco di querce, “le Ciàncole”, appostato comodamente sui rami di un grande albero.

Pubblica (dal 1979 al 1983) sei raccolte di poesie, rispettivamente: Poesie, Ad esempio una vacanza, Poesie scelte, Un anno in sospeso, Ancora un anno e Forse ci siamo.

La sua morte prematura,  avvenuta quando aveva appena trentacinque anni viene, da alcuni, attribuita al suicidio, in realtà sembra sia sopraggiunta per un uso eccessivo di alcolici.

La sua notorietà a livello nazionale deriva dalla pubblicazione della raccolta di poesie Canzoniere della Morte (Einaudi 1999), a cura della filologa Maria Corti.

Le tematiche più ricorrenti della poesia di Toma sono la morte, il suicidio e l’amore per la natura e gli animali. Mette a confronto la solitudine dell’uomo con la vita silente della natura.

E’ anarchico e anticonformista, appassionato di poesia border line, quindi autore e poeta laterale e assolutamente fuori dagli schemi.

Amante dell’eccesso fu travolto dalla passione per l’alcool, per questo motivo si ammalò incurabilmente di cirrosi epatica.

Dopo la scomparsa della Corti avvenuta nel 2002, la poesia di Toma rischiava di essere definitivamente dimenticata. Un folto gruppo di intellettuali meridionali promosse una raccolta di firme per chiedere la ristampa del volume al tempo esaurito, tentando anche di rilevare i diritti di autore per pubblicare il libro altrove.

L’iniziativa provocò una vasta eco in tutta Italia e la casa editrice decise, di conseguenza, di ristampare il Canzoniere.

Elio Scarciglia ha realizzato nel 2005 un documentario su Salvatore Toma, ricco di testimonianze e intitolato “Il bosco delle parole”.

“Quando sarò morto

che non vi venga in mente

di mettere manifesti:

morto serenamente

o dopo lunga sofferenza

o peggio ancora in grazia di dio.

Io sono morto

per la vostra presenza.”

Salvatore Toma. Canzoniere della morte

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