Einstein innamorato. Dennis Overbye

Un libro interessante dal quale si apprende, con un certo stupore, quanto fu importante nella vita e negli studi di Albert Einstein la presenza del “sangue gitano” di Mileva Maric‘, la sua prima moglie. Una donna strana, affetta da un leggero handicap, che passava le notti a comprovare con l’ausilio della matematica le teorie del marito dalle prime esperienze di elettrodinamica, alla teoria della relatività, alla meccanica quantistica.

Come sostiene l’autore, Dennis Overbye, questo libro non è propriamente una biografia di Einstein, perlomeno nel senso comune del termine, è piuttosto una ricerca che tenta di scandagliare il lato umano di uno scienziato che ha cambiato radicalmente la cultura e la vita dei tempi successivi. Ne viene fuori un ritratto singolare.

Einstein era un rivoluzionario, seppure nel suo campo, un uomo totalmente al di fuori degli schemi anche nelle sue scelte private e amorose, un giovane innamorato, renitente alla leva, artista, poeta, musicista e fisico attaccabrighe. La sua fidanzata serba, Mileva appunto, una femminista e anch’essa una studiosa di fisica.

L’impressione che ne viene, dopo una lettura intensa e talvolta impegnativa, per un non fisico, è che forse l’amore ha avuto un ruolo molto importante in quelle scoperte.

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