Michel Maffesoli. Matrimonium, breve trattato di ecosofia

Il recente sottile, ma denso, saggio di Michel Maffesoli naviga a pieno titolo nella lama di corrente di queste pagine, si intitola “Matrimonium” con un sottotitolo: breve trattato di ecosofia.

Ecosofia è un neologismo ideato a suo tempo dal filosofo norvegese Arne Naess e nasce dalla congiunzione dei due termini Eco e Sofia, dal greco οίκος casa + σοφία  sapienza, potremmo dire quindi conoscenza dell’ambiente.

La cultura occidentale ha posto l’uomo alla sommità della catena biologica riducendo quanto resta, quindi il tutto naturale, alla condizione subordinata di strumento, materia d’uso e consumo.

Questa concezione antropocentrica ha generato la spinta verso il moderno e il disprezzo delle nostre origini naturali. La cementificazione, la distruzione delle foreste, la devastazione del mondo sono anche il risultato tangibile di un abito mentale che ha, nel contempo, anteposto alla salvaguardia del paradiso terrestre l’utopia del paradiso celeste.

In contrasto con il razionalismo classico Michel Maffesoli propone la ragione sensibile; contro il contratto sociale, un patto emotivo.

Ecosofia significa, in primo luogo, riproporre la centralità dell’ambiente, una sorta di rivoluzione copernicana che va a recuperare il valore primario della natura vivente nella sua dimensione creativa femminile.

E’ indubbio che l’esistenza contemporanea abbia bisogno di nuovi paradigmi a cui ispirarsi, proprio come il disegno necessita del colore per diventare pittura, e nell’ambito di questo percorso innovativo la ri-conoscenza della natura madre svolge un ruolo fondamentale.

“In alternativa al razionalismo paranoico appoggiato al progressismo moderno, le cui influenze sono innegabili e da cui conviene trarre il meglio, è forse utile varare un pensiero progressivo che tenga conto dell’essere nella sua interezza” scrive Maffesoli.

Ma se è vero come sottolinea Friedrich Hölderlin che “dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”, è anche vero che l’anomalia, la deficienza, l’irrealtà possono generare un rapporto nuovo con la nostra natura intermediato  da un riconoscimento di percorsi della memoria.

Le nuove tecnologie possono essere utili in questo contesto, sono strumenti che consentono la trasmissione del sapere a partire dalla conservazione dei ricordi, archivi portatili che catturano le emozioni, inaspettati fattori costituivi di un’estetica dell’esistenza di cui  oggi e domani abbiamo e avremo molto bisogno.

Interessante e da non perdere l’intervista di Rai.tv  a Maffesoli.

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