Le immagini e i colori di Sutherland hanno sempre un grande effetto.
I verdi, in particolare, e le nuances del verde che, prendendo spunto dal nero, sfumano lentamente fino a esaurirsi dentro trasparenze acquatiche. Spesso il contesto è caratterizzato da piccole gallerie naturali, prospettive rubate a labirinti di rami contorti, canne di bamboo, cespugli spinosi. In fondo, in profondità, sotto una lama di luce, appaiono leggere figure umane, simulacri erranti che rammentano l’esistenza dell’uomo e affermano la necessità di resistere alla forza primigenia del naturale ma anche, e soprattutto, alle inclinazioni autodistruttive della nostra specie.
I quadri di Sutherland sono una sorta di punto centrale nel quale trovano raccordo pulsioni naturali e istinti di sopravvivenza, rappresentano infatti una situazione di equilibrio da cui però traspaiono ed emergono le angosce e la nostra paura di vivere.
Tra il 1940 e il 1945, Sutherland ha fatto parte di una speciale divisione dell’esercito inglese denominata “Artists Scheme” con l’incarico di documentare la guerra attraverso le opere d’arte. Per questa sua singolare attività bellica è stato insignito della decorazione Order of Merit. Ha operato soprattutto sul fronte interno, raffigurando soggetti come le miniere in Cornovaglia, i danni dei bombardamenti su Londra e nel Galles meridionale e, poi, i danni procurati dalla RAF nella Francia occupata.





edoardo
/ 11 febbraio 2013quale sarà stata la forma e quale il vero destino del ritratto di Winston Churchill fatto da Sutherland e che si dice consegnato dalla vedova al giardiniere perchè lo bruciasse?