Richard Long. Il corpo della terra

Il nostro rapporto con la natura, la terra, il mare, i fiumi è in larga parte determinato dal pensiero e dall’immaginazione.

Il mondo è stato, a seconda delle epoche e dei momenti, procuratore di pericoli e nutrimento, territorio da scoprire e conquistare, paesaggio da ammirare, partendo da un profondo e diffuso sentimento di paura verso gli elementi fino a giungere all’attuale approccio serenamente (e ottusamente) consumistico connesso alla diffusione globale della fruizione turistica. (Disturbato solo casualmente dal timore della catastrofe ecologica).

In ogni caso, va ricordato che nella concezione antropocentrica e monoteista la natura è sempre stata considerata niente di più che un corollario della persona, lo sfondo di un paesaggio pittorico, l’ambientazione che consente di valorizzare le figure umane. Rappresentazione, come tutte le cose del mondo.

Richard Long è un artista visivo inglese e uno dei principali esponenti della Land Art, diplomato al West of England College of Art di Bristol e alla St. Martin’s School of Art di Londra.

“Art made by walking in landscapes”, arte passeggiando nei paesaggi, ė un’offerta multipla di immagini e documenti originati da performance realizzate in ambiti naturali e paesaggistici. Le immagini o le applicazioni che possiamo osservare nelle esposizioni sono solo una rappresentazione indoor di quanto è avvenuto outdoor, semplice documentazione, quindi, del vero atto artistico che si è realizzato e consumato a diretto contatto con la natura.

Il significato dell’opera di Long sta proprio nella scomposizione logica dell’abituale processo di realizzazione e fruizione dell’opera d’arte. Il fatto principale è che l’opera che vediamo non è lì, davanti a noi, ma è già stata e da un’altra parte. Una dicotomia voluta e per certi versi necessaria, che dà vita a un percorso autorale nel quale  il  rapporto intimo dell’artista con la natura, all’inizio profondo e compenetrante si diluisce, fino a perdersi, nelle differenti e talvolta asettiche modalità di rappresentazione.

La natura è un organismo vivente e il legame con essa è unico, individuale, sembrano sussurrare le foto delle opere di Long, come ad esempio la riproduzione fotografica della linea lasciata tra l’erba di un prato dalle ripetute escursioni dell’artista “Una linea fatta passeggiando (A line made by walking)” del 1967, o le sculture schematiche e essenziali, per certi versi, primitive costruite usando pietre e materiali rinvenuti camminando.

La Land Art, semplicemente, si sostanzia nel preciso istante, o nella misura del tempo, necessari per realizzare l’occasione di incontro e la relazione tra due organismi viventi, l’autore e la natura.

E noi e il pubblico?

E se anche noi volessimo partecipare e in qualche modo farne parte?

Per noi, forse volutamente, è accessibile soltanto la dimensione della rappresentazione del piacere dell’artista, anche se abbiamo la libertà, prendendo spunto proprio dalla riproduzione, di provare sentimenti, sensazioni tra i quali certamente anche emozioni e desideri.

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1 commento

  1. finocchiona

     /  13 maggio 2012

    Perché l’Arcadia è possibile anche in questo presente.

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