Michel Leiris. Biffures

La scrittura che ha un senso nasce, molto spesso, da un processo di riappropriazione selettiva di appunti, impressioni, immagini, quindi da un programma che riesca a scavare nel disordine degli antefatti, assumendo frammenti, concatenandoli e producendo forme articolate e compiute.

C’è quindi una profonda differenza tra il quaderno di appunti e il libro.

Il quaderno, il vecchio notes, è intimamente anche l’autore, trattandosi di una versione per iscritto della sua memoria e talora anche dei suoi sentimenti momentanei, il libro invece è il risultato, un prodotto, un oggetto pubblico destinato a diventare, in taluni casi, persino estraneo.

Nel libro sono scomparse l’evanescenza, la gratuità, l’immediatezza della scrittura che animavano, con andamento stocastico, il quaderno di appunti, perché esse sono state  sostituite dall’enfasi solida e composta del discorso compiuto e sensato.

Biffures pubblicato nel 1948 a Parigi è un libro che, evocando il desiderio di libertà della scrittura, anticipa con impressionante precisione i processi di frammentazione dei contenuti e di esplosione dei linguaggi che stanno avvenendo oggi grazie all’avvento del Web.

“Riferendomi al termine bifur intendevo porre l’accento sull’atto stesso di biforcare, deviare, come fa il treno che modifica la sua direzione (…) come fa talora il pensiero lanciato sulle rotaie del linguaggio in un vortice vertiginoso e accecante.”

Leiris nega il progetto e il programma: la scrittura segue solo se stessa evitando di riferirsi a un modello e a uno schema. La contraddizione tra l’intento progettuale e la volontà di non privare di autenticità la scrittura viene lasciata irrisolta, il testo deve rimanere frammento o somma di frammenti.

Così nella scrittura liberata di Biffures si riproduce all’infinito anche il meraviglioso espediente di cui parla Marcel Proust ne Il tempo ritrovato: “che permette all’essere di cogliere, isolare, fermare per la durata di un lampo ciò che di solito  esso non cattura mai: un frammento di tempo allo stato puro”.

Un libro da leggere per capire: You Tube, le Play list web video, le rivoluzioni culturali e linguistiche che stanno avvenendo e inevitabilmente ancora verranno.

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